Edizione APRILE 2025
Effetto rarità e deflazione, ecco perché è il momento degli investimenti non convenzionali
di Paolo Turati, relatore Teseo
Paolo Turati presenta la conferenza di Teseo di cui è relatore con Alberto Franco, "Dall'oro alla tokenomics: l'evoluzione degli investimenti non convenzionali".
Paolo Turati è relatore della conferenza "Dall'oro alla tokenomics: l'evoluzione degli investimenti non convenzionali" di giovedì 17 aprile 2025, dalle ore 11.00 alle ore 12.00 presso la Sala Space 4. Turati (che è presidente, coordinatore e docente principale dell’Executive Master in Wealth Management Avanzato e Innovazione Esg della Saa-School of Management dell’Università di Torino; direttore del Laboratorio di finanza decentralizzata della Saa-School of Management dell’Università di Torino; responsabile scientifico di Cryptoleges e infine membro del Comitato scientifico della Fondazione Efpa Italia) presenta così contenuti e obiettivi della conferenza che condurrà insieme ad Alberto Franco, dottore commercialista e revisore legale, specializzato nei campi della fiscalità finanziaria, del fintech e delle cripto-attività.
Professor Turati, qual è il perimetro dei "non convenzionali", quali investimenti comprende?
Si tratta di un perimetro che comprende investimenti mobiliari la cui materialità fa sì che il semplice possesso degli stessi valga titolo, considerati, invero, oggi non più convenzionali ma che in passato lo erano appieno, quali quelli in beni collezionabili e/o con funzione “di riserva” come opere d’arte, gioielli, metalli preziosi, e investimenti finanziari digitali - i token fungibili, quali le criptovalute nelle loro varie connotazioni, quelli non fungibili nonché tutti gli apparati di finanza decentralizzata e distribuita che ne consentono la circolazione e l’operatività mercatale - i quali ultimi, dal canto loro, di materialità non hanno proprio nulla ma che condividono coi i primi l’effetto rarità e, quindi, la caratteristica di essere in generale “deflattivi”.
Qual è la ragione del crescente interesse per gli investimenti non convenzionali?
La loro capacità deflattiva di fornire decorrelazione rispetto ai mercati finanziari e immobiliari tradizionali e la connotazione che li contraddistingue come di riserva di valore vieppiù tendente a quella di fungere da mezzo di scambio/pagamento in termini di beni, sia fisici che digitali, che traggono il proprio valore dalla loro unicità nonché, per le criptovalute, la prospettiva di assumere in un vicino futuro anche la funzione di unità di conto.
Quali sono i rischi collegati scelta degli investimenti non convenzionali?
La relativamente limitata dimensione dei loro mercati e la susseguente scarsa liquidità, con la potenziale volatilità dei prezzi che ne può conseguirne, la limitata regolamentazione dei suddetti mercati, le variegate problematicità nella loro detenzione e custodia e la scarsa conformità a degli standard che questi beni per loro natura mostrano: un quadro su tela di Piet Mondrian può valere da 100 mila dollari a 50 milioni di dollari a seconda delle caratteristiche uniche che rappresenta quel quadro, così come un NFT della collezione dei 9999 Cryptopunks di Larva Labs può avere un prezzo del tutto diverso rispetto a un altro della medesima collezione in funzione dii considerazioni che molto spesso sono più qualitative che quantitative.
Quale spazio dovrebbero avere nei portafogli dei clienti dei consulenti finanziari gli investimenti non convenzionali?
È ormai opinione comune fra i grandi gestori di patrimoni che gli assets digitali possano in prospettiva rappresentare degnamente il 3% di un patrimonio complessivo gestito. Quanto alle opere d’arte collezionate privatamente, si stima che l’ammontare del loro valore rappresenti oggi il 2,5% della capitalizzazione delle Borse mondiali in un contesto in cui, nei soggetti NHW e Ultra NHE, la percentuale del valore dei beni che questi collezionano rispetto al totale del loro patrimonio supera non raramente anche il 10%. Sicché, considerando metalli preziosi, gioielli e altri collectibles il 10% pare una percentuale equilibrata.