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Giugno 2019

EFPA Italia ha superato i 2000 percorsi accreditatiMarco Deroma, presidente della Fondazione EFPA Italia

Intervista a Marco Deroma, presidente della Fondazione EFPA Italia.

Dalla nascita nel 2002 a oggi la fondazione ha tagliato un traguardo di grande valore simbolico. Il presidente Marco Deroma fa il punto sul momento della certificazione nel nostro Paese.
Alla vigilia dell’EFPA Meeting di Torino la Newsletter di Teseo ha fatto il punto sull’oggi e il domani di EFPA Italia con Marco Deroma, presidente della fondazione.

Presidente Deroma, quanti sono oggi gli enti formatori accreditati da EFPA Italia? Con quali criteri viene selezionato un ente formatore?
EFPA Italia non prevede l’accreditamento degli enti formatori, quanto quello dei singoli corsi, siano essi mirati alla preparazione per il conseguimento della certificazione o destinati al mantenimento di una delle certificazioni EFPA. Volendo fornire un dato numerico, di per sé poco significativo, tra gli uni e gli altri sono circa 2.000 i percorsi finora complessivamente certificati e/o accreditati dalla nascita della Fondazione nel 2002. Quanto ai criteri di selezione, anch’essi si applicano ai corsi e ai seminari, che devono – nel caso dei percorsi di certificazione – garantire il rispetto dei programmi d’esame, suddivisi in moduli, la qualità della docenza e il numero minimo di ore per frequentarli. Nel caso dei percorsi di mantenimento, devono approfondire e aggiornare le materie d’esame, fornendo le stesse garanzie di qualità. L’attenzione che noi poniamo è alla serietà delle proposte, che ovviamente devono essere presentate da enti formatori, Istituti, Università – ad oggi diverse decine – che presentino i requisiti adatti.

Ritenete oggi l’offerta formativa del sistema EFPA Italia adeguata alla preparazione richiesta e al contesto nel quale si muovono i professionisti certificati?
EFPA Italia, in quanto ente certificatore di conoscenze e competenze per financial advisor e financial planner, non si occupa del percorso formativo, quanto di certificare la valenza dello stesso sulla base di standard definiti e condivisi a livello europeo. Detto ciò, una delle caratteristiche che da sempre contraddistingue EFPA è la sua estrema attenzione nel rispondere prontamente alle novità normativo-regolamentari e all’emergere di nuovi trend di lungo periodo all’interno dell’industria finanziaria. Tramite il proprio Standard Qualification Committee, l’associazione effettua una revisione periodica dei contenuti dei programmi, assicurandosi che le sue affiliate ne recepiscano eventuali modifiche. Questo costante aggiornamento fa sì che le certificazioni EFPA non manchino mai di tradurre in maniera efficace quelle che sono le conoscenze e competenze che il contesto richiede a coloro che erogano informazioni o consulenza in tema di investimenti.

C’è spazio nelle proposte formative per temi di attualità e inediti? Ci può fare qualche esempio?
Per ottenere la certificazione di un percorso formativo finalizzato alla preparazione al sostenimento dell’esame o l’accreditamento di corsi mirati al mantenimento dell’attestazione è necessario che i programmi proposti rispettino in maniera rigorosa gli standard definiti dal syllabus del livello di certificazione richiesto. Ciò non significa che i temi di attualità non siano oggetto di approfondimento. Grazie al processo di costante “manutenzione” delle aree tematiche presidiate dai vari livelli di certificazione infatti i syllabus vengono continuamente aggiornati per dare spazio a nuovi corsi normativi o ai trend dell’industria. Recentemente, per esempio il Comitato Scientifico di EFPA Italia ha ampliato il perimetro delle tematiche presidiate dai livelli di certificazione EIP, EFA e EFP per inglobare, tra le altre cose, anche i temi ESG.

Ci sono novità in vista per quanto attiene ai programmi formativi e gli esami?
Presto verranno pubblicati i nuovi programmi relativi ai livelli di certificazione EIP, EFA e EFP, modificati per inglobare sia i temi ESG, sia le novità normative in materia di product governance, di disclosure dei costi, di applicazione delle direttive IDD e MCD.

Parliamo dell’EFPA Meeting di Torino, quale sarà il filo conduttore della manifestazione?
L’appuntamento di quest’anno con l’EFPA Italia meeting si concentrerà su uno dei temi che hanno dominato il panorama della consulenza negli ultimi dodici mesi, ovvero la sostenibilità della professione alla luce delle crescenti sfide che incombono, cercando di dare una chiave di lettura diversa al dispiegarsi degli eventi.
Si farà riferimento, in particolare, al ruolo del consulente finanziario e di come ciascun professionista possa lavorare sul proprio profilo per rendersi competitivo in un contesto generale in profonda evoluzione. Tra le onde che si infrangono sull’industria, per financial advisor e financial planner è importante definire il proprio perimetro di riferimento, disegnato sulla base delle proprie competenze e del tracciato professionale che intendono percorrere. In relazione a ciò, l’EFPA Italia meeting 2019 proporrà vari momenti di approfondimento. Il primo seminario esplorerà il tema del cambiamento, descrivendo quali sono le tendenze evolutive del mercato in un’ottica di medio/lungo periodo e come tradurle al cliente, aiutandolo nel suo passaggio da risparmiatore a investitore, a pianificatore. Il secondo momento targato EFPA Italia sarà invece la presentazione, in apertura della seconda giornata, della nuova edizione della ricerca, condotta a livello europeo in collaborazione con Finer, sul ruolo ed evoluzione del consulente finanziario e financial planner in Europa. A presentare i risultati saranno Nicola Ronchetti, fondatore di Finer, e Emanuele Carluccio, presidente di EFPA Europe. Dalle conclusioni della ricerca si svilupperanno gli approfondimenti, commenti e riflessioni che verranno effettuati nelle sessioni successive. Da segnalare anche il sondaggio della Makno Rsm, commissionato dal mensile Investire, sul giudizio dei risparmiatori italiani sui consulenti finanziari e la successiva tavola rotonda – sempre a cura di Investire - con gli esponenti delle reti, chiamati a commentare il risultato del sondaggio.

EFPA Italia è vicina al traguardo dei 6000 certificati. Quanto può crescere ancora il sistema EFPA nel nostro paese? A parte i consulenti finanziari, in quale categoria potrebbe registrare nei prossimi anni un buon numero di certificati: bancari, assicuratori o dottori commercialisti?
Il bacino di utenza di EFPA Italia al momento si compone di professionisti parte di reti di consulenza o del mondo bancario e sono questi gli ambiti nei quali la Fondazione si propone di consolidare la propria posizione. Non escludiamo che in futuro ci sia un ampliamento del perimetro di riferimento per inglobare le categorie di assicuratori e dottori commercialisti, ma tutto dipenderà da quali saranno, nel concreto, le evoluzioni del mercato.
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