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Maggio 2018

Marco Deroma, neo presidente di Efpa ItaliaCon la Mifid 2 certificarsi è fondamentale

Intervista a Marco Deroma, neo presidente di Efpa Italia

Il neo presidente di Efpa Italia Marco Deroma è convinto che l’interesse dei professionisti della consulenza finanziaria verso l’offerta della fondazione sia destinato ad aumentare.

Marco Deroma è fresco di nomina alla presidenza di Efpa Italia ma ha le idee chiarissime sul presente e futuro della fondazione. La Newsletter di Teseo ne parla con il diretto interessato.

Deroma, in cosa si ispirerà ai suoi predecessori Varenna e Ambrosi e in cosa invece si differenzierà la sua presidenza?
I miei predecessori rimarranno un esempio in termini di grande professionalità e competenza. E’ importante comunque sottolineare come le condizioni nelle quali ci troviamo siano differenti rispetto a quelle che hanno visto protagonisti i passati presidenti.  Come sottolineato anche dal presidente di Anasf, Maurizio Bufi, Efpa Italia è chiamata ad affrontare le diverse sfide che l’entrata in vigore della nuova disciplina in materia di conoscenze e competenze ha introdotto nel mercato. In precedenza, infatti, la Mifid2 era ancora in uno stato embrionale e il mercato ancora non aveva colto alcuni segnali di cambiamento. Ora invece inizia ad esserci la percezione da parte degli operatori di trovarsi di fronte ad un mercato più selettivo e competitivo e quindi del bisogno di alzare l’asticella delle proprie conoscenze e competenze.  La mia opinione, che va ad attingere dalla mia esperienza sia all’interno di Mediolanum sia come vice presidente di Anasf, è che per sostenere e raggiungere gli obiettivi di crescita, alla luce proprio dell’evoluzione del mercato alla quale stiamo assistendo, ci sia la necessità di dialogare con tutti gli stakeholder coinvolti.

Sono oltre 5000 attualmente i professionisti dotati di certificazione Efpa. Quanto può crescere in termini numerici il sistema della certificazione sotto la sua conduzione e quali fattori possono favorire questo processo?
Lo scorso anno è stato molto importante per Efpa Italia che ha visto crescere i professionisti certificati di quasi 1000 unità. Vogliamo che questo trend di crescita, consolidatosi nel 2017, continui e acceleri. Per farlo, però, sarà importante lavorare per mantenere gli standard qualitativi altissimi che contraddistinguono, ora più che mai, la certificazione Efpa.

A suo giudizio banche e le reti hanno compreso il valore della certificazione professionale dei propri consulenti? E i clienti e il mercato? Quali azioni si possono intraprendere per diffondere ulteriormente il sistema Efpa in Italia?
La mia opinione è che l’importanza e il valore della certificazione professionale del personale sia un concetto che è stato ben assimilato sia dalle banche che dalle reti. Non è un caso che alcuni player, nonostante la delibera finale del Regolamento Intermediari Consob non lo ponga come vincolo, abbiano deciso di rivolgersi ad Efpa, ovvero ad un ente terzo, specializzato e con una lunga e comprovata esperienza, per certificare le conoscenze e competenze dei propri consulenti.  Questo tema appare particolarmente sentito soprattutto per gli intermediari finanziari che operano sotto forma di rete. In qualche modo infatti le caratteristiche di maggiore autonomia operativa, tipiche di questo tipo di intermediari, offrono al consulente che ne è parte uno stimolo più marcato a investire nelle proprie conoscenze e a certificarle. La sensibilizzazione alla certificazione, soprattutto nel contesto odierno, deve passare necessariamente dal coinvolgimento di tutte le parti che in una maniera o nell’altra hanno a che fare con il mondo della consulenza. Il risparmiatore merita di confrontarsi con personale altamente qualificato, che deve quindi, non solo, avere delle conoscenze solide ma, anche, lavorare per mantenerle attuali e andare così a rispondere a tutte le esigenze manifestate dal cliente nel miglior modo possibile. Per questo l’accento su questo tema non deve essere posto solo da Efpa. Per certi versi può essere l’intermediario stesso a valorizzare, con il cliente e con il resto del personale, il conseguimento di una certificazione Efpa da parte di un suo consulente. Ancora di più se si tiene conto che parliamo di una certificazione di altissima qualità con standard condivisi a livello europeo e, quindi, impegnativa.


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